Screenshot from 2017-03-21 14-14-01

Parliamo ovviamente del tè verde, rivelatosi già in passato interessante alleato contro altre forme di virus.

Questa pagina ci rivela infatti l’esistenza di un misterioso processo attraverso il quale il bere tè verde potrebbe migliorare le prestazioni del nostro sistema immunitario.

Di base viene infatti ricordato come un “tè verde” non sia alla fine altro che una sorta di “bollito” di un vegetale a foglia verde… qualcosa che stimola (al pari delle mele, ad esempio) il nostro piccolo esercito difensivo a svolgere correttamente il suo lavoro, riconoscendo per quello che sono le pericolose armate dei patogeni.

Va detto che per sfruttare appieno gli effetti benefici del tè verde è necessario berne parecchio (le ricerche infatti vengono spesso effettuate nei paesi dove lo si beve praticamente al posto dell’acqua), ma va anche detto che, a patto di usare un tè biologico in bustine che non contengano plastica, il tè si può bere in tutta tranquillità (a meno che non siate allergici o siate affetti da qualche patologia che ve lo impedisca: il tè verde contiene comunque, anche se in modesta quantità, della teina).

Un buon tè verde (ripetiamo: biologico e non in bustine che contengano materiali tossici / plastica) si mette in infusione per 3 minuti, anche fino a 5/7 (più sostanze benefiche, ma diventa di sapore piuttosto intenso), con acqua rigorosamente a 75/80 gradi (l’acqua bollente è riservata ai tè neri) e non si zucchera mai.

Buon tè!

😉

Annunci

Megadosi di Vitamina D?

wp-1469482526145.png

Di vitamina D parliamo spesso e volentieri: si tratta infatti di uno dei fattori chiave di molti processi interni al nostro organismo. Viene sempre più frequentemente indicata come avente un ruolo chiave nella modulazione del sistema immunitario, oltre a possedere la ben nota capacità di aiutare a fissare il calcio nelle ossa.

Vi abbiamo già detto molte volte che probabilmente, se non vi esponete al sole con regolarità, siete a rischio carenza ma che questo rischio si può valutare (basta un semplice esame del sangue) e soprattutto correggere, basta un integratore.

Le nostre lettrici affette da osteoporosi è probabile che stiano assumendo una megadose di vitamina D una volta al mese o più probabilmente ogni tre mesi. Per l’esattezza si tratta di fiale da 100’000 Unità Internazionali (è questa una delle unità di misura convenzionali della vitamina D) da prendere ogni 90 giorni, per una media di circa 1’000 U.I. giornaliere e questo, al momento, sembra non essere un comportamento rischioso.

Negli U.S.A. si è andati oltre: una sola dose da 500’000 U.I. una volta all’anno, per la quale si sono rilevati effetti opposti a quanto ricercato.  Dosi di questo genere infatti pare abbiano l’effetto di aumentare il rischio di caduta del 30% proprio nel periodo immediatamente successivo all’assunzione.

Non ve lo diciamo noi, ve lo dicono ricerche condotte dalla American Geriatric Society. Qui trovate la pagina dove se ne parla. Quindi se un giorno, malauguratamente, vi dovessero proporre una cosa di questo genere, avrete uno studio di ricerca da citare. Valutate voi, valutate assieme al vostro medico, ma informatevi sempre.

😉

Detossifichiamoci!

La primavera è ormai davvero alle porte… anche se di fatto è già cominciata, è inutile negarlo! Gemme sugli alberi, fiori che sbocciano, giardini più verdi…

Ed il nostro corpo? vogliamo farlo rigenerare un pochino?

Dopo i dolci ed i grassi che la stagione invernale (leggi: feste natalizie e “fa freddo, devo pur mettere su qualche chilo come gli orsi per proteggermi”) inevitabilmente porta con sè, come fare per detossificarci e dare una mano alla nostra salute?

In realtà, come vi invitiamo anche a leggere a questa pagina, il nostro fegato ci detossifica tutti i giorni, ogni momento, compiendo un lavoro esemplare. Quindi, se vogliamo detossificarci, la cosa migliore che possiamo fare è dare una mano al nostro fegato!

Ecco che praticamente come al solito i broccoli arrivano in nostro aiuto!

Un trucco? masticatel! La sostanza contenuta nei broccoli che di fatto aiuta di più il nostro fegato, non si trova nei broccoli fino a che questi non vengono addentati!

Strano, vero? eppure è semplice: di questa sostanza non vi è traccia, ma dei suoi precursori sì. Masticare significa “rompere” la struttura del broccolo: i precursori si incontrano e la sostanza aiuta-fegato si forma.
Meglio crudi? esattamente. Magari con limone, con della tahina… date un’occhiata a questa pagina per qualche idea…
Provate! 🙂

L’orto in un vaso!

garlic_flower_head

E siamo arrivati a Marzo!
Nel nostro shop trovate le offerte del mese, quindi vi aspettiamo!

Marzo si diceva, perciò primavera… vi piace la primavera?

Abbiamo parlato un paio di articoli fa di Emilia Hazelip e del suo orto sinergico, ma certo non tutti abbiamo la fortuna di avere un pezzetto di terra e coltivare qualcosa sul balcone non è sempre facile: serve prima di tutto un balcone sufficientemente grande e poi ovviamente che sia bene esposto al sole… insomma la cosa è complessa.

Però perché non provare in piccolo? è un suggerimento giusto per cominciare, ma che può dare delle soddisfazioni.

Parliamo dell’aglio! Prima di tutto fa benissimo ed in secondo luogo può arrivare a costare cifre ragguardevoli. Quindi perché non provare a seguire questi facili consigli e vedere se riusciamo a far moltiplicare questo indispensabile alleato per la nostra salute?

Quello che noi chiamiamo “spicchio”, in realtà possiede il ben più augusto nome di “bulbillo” e sarà proprio lui il protagonista della nostra semina sperimentale: scelto un vaso di medie dimensioni potremmo ad esempio sotterrare tre bulbilli (scegliete aglio biologico…), in posizione verticale e con la punta che germoglia verso l’alto, coprendoli con circa 3 centimetri di terra. L’aglio non tollera i ristagni d’acqua e marzo è l’ultimo mese utile per la semina… quindi affrettatevi!

Sappiamo bene che un solo vaso non è un orto, ma accanto ai vostri fiori… perché non mettere anche qualcosa di commestibile? provate 😉

5 porzioni?

farm_produce

L’avete letto tutti bene questo articolo?

Già! le tanto osannate “cinque porzioni” di frutta e verdura pare non bastino più, che non siano sufficienti cioè a garantirci una ottima salute.

Come mai? crediamo che, passo dopo passo, ci si stia finalmente rendendo conto che la dieta ideale per gli esseri umani sia quella che insiste sui vegetali.

Come ce ne stiamo rendendo conto? è presto detto: sempre più studi scientifici affermano la correlazione tra tumori e consumo di carne e latticini mentre d’altro canto sempre più studi tendono a promuovere il consumo di alimenti freschi vegetali.

Allora perché rimandare? aspettare che la scienza (tutta) si convinca e comunichi apertamente che smettere di mangiare carne completamente è necessario, sarebbe un comportamento da sognatori… ricordate l’annuncio dell’OMS che qualche tempo fa ha inserito la carne tra le sostanze cancerogene?

Bene.

Se ve lo ricordate siamo davvero in pochi, perché pare che tutti se lo siano dimenticato. Tutto va *esattamente* come prima.

Che sia un miracolo?

No, è il mercato. Ma voi “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

😉

Diabete :'(

Sul diabete si è scritto tanto, ma tante persone continuano ogni anno ad ammalarsi. “Non mangiare troppe caramelle che ti viene il diabete!” ci sentivamo dire quando eravamo piccoli. C’era disinformazione, molta, ed i malati di diabete morivano dopo aver passato sofferenze atroci.

Oggi si sono fatti molti passi avanti, ma le informazioni delle ultime ricerche scientifiche sono davvero state rese disponibili al grande pubblico? noi crediamo di no, quindi ci mettiamo subito ad informarvi di quanto abbiamo appreso negli ultimi mesi.

Prima di tutto: che cos’è l’insulina?

Si tratta di una sostanza, secreta dal pancreas, capace di aiutare lo zucchero contenuto nel sangue ad entrare nelle cellule. Se l’insulina non c’è, perché nel pancreas c’è qualche problema e non viene prodotta, allora lo zucchero nel sangue non potrà che aumentare.

Ecco perché i diabetici devono ricorrere alle iniezioni di insulina: questo è proprio quello che capita nel diabete di tipo 1, quando le cellule del pancreas che producono insulina non fanno più il loro lavoro.

C’è anche un altro fattore che può impedire all’insulina di entrare nelle nostre cellule muscolari: il grasso. L’innalzamento dei valori di grassi (in particolare saturi) nel sangue causa insulino resistenza attraverso l’inibizione del trasporto del glucosio.

C’è di che allarmarsi. Davvero.

State attenti a quello che mangiate: se un cibo presenta troppi grassi saturi, escludetelo dalla vostra dieta o limitatelo come se fosse un pericolo (lo è!). Vale anche per i cibi vegetariani e vegan: attenzione alle etichette!!!

Take care 😉

Emilia.

emilia_pc
Oggi uno spunto per le vostre ricerche… Chi è Emilia Hazelip?

Prima di tutto, anche se può sembrare ovvio, Emilia era una donna ed il suo lavoro è fortemente intriso di femminilità. Le dobbiamo molto, in un certo senso le dobbiamo molto tutti quanti, perché Emilia Hazelip ha saputo interpretare il lavoro di Masanobu Fukuoka, rendendolo più adattabile ai nostri climi.

Fermi tutti! Di cosa stiamo parlando?

E’ necessario un passo indietro. L’uomo ara il terreno e ne trae sostentamento, è sempre stato così. Poi ad un certo punto, complici anche alcuni incidenti di percorso, ci si è cominciati ad interrogare sulla necessità di rivoltare la terra… sarà davvero necessario?

Secondo alcuni, tra cui appunto Fukuoka, l’aratura non è necessaria. Anzi, per dirla tutta non sarebbe necessario nemmeno concimare, usare pesticidi… si tratta di agricoltura biologica? sì, ma non solo. Si tratta dell’agricoltura del “non fare”: attenzione però, non si tratta di “non fare nulla”, ma di smettere di fare le cose sbagliate.

Gli esperimenti di Masanobu Fukuoka, un uomo di scienza giapponese, sono stati tentati anche altrove, al di fuori della sua terra natìa, ma non sempre con risultati eclatanti. Spesso infatti l’adozione di tenciche pensate ed ideate su terra giapponese hanno comportato degli insuccessi.

Qui entra in scena Emilia Hazelip.

Se vi parliamo di “agricoltura sinergica”, di certo non siamo i primi. Ma che cosa significa?

Nella visione di Emilia Hazelip, che trae i suoi principi anche dalle teorie sull’esistenza del culto della Madre Terra, l’agricoltura così come viene praticata “normalmente” è un pericolo per il pianeta. Il rigirare il terreno provocherebbe infatti il suo inaridimento, con conseguenze davvero nefaste.

Cosa fare allora, o meglio cosa non fare?

L’agricoltura sinergica prevede la costruzione di bancali, cioè  di aiuole rialzate, larghe 120cm ed intervallate a passaggi larghi 50cm. Dopo la loro costruzione le aiuole non saranno più toccate con la vanga e la loro fertilità sarà assicurata dalla natura stessa: gli interventi umani saranno limitati, consistendo in gran parte solo nella pacciamatura (coprire il terreno con materiale biodegradabile come paglia, carta, foglie, in modo da proteggerlo e mantenerne l’umidità) e nell’innaffiamento (che però, come ben sapete, si può automatizzare).

In molti stanno provando a coltivare in questo modo, favorendo la creazione di tanti piccoli “sottobosco urbani”… ci avete provato anche voi?

La sinergia alla base di questa logica prevede che le piante siano “associate” in modo da proteggersi a vicenda dai parassiti troppo invadenti e favorire la propria crescita.

Tutto molto affascinante! Un nuovo modo di intendere la parola “biologico”…

Esplorate! …magari proprio partendo da Wikipedia… c’è un mondo di conoscenza a portata di clic…

😉

Tag Cloud