Emilia.

emilia_pc
Oggi uno spunto per le vostre ricerche… Chi è Emilia Hazelip?

Prima di tutto, anche se può sembrare ovvio, Emilia era una donna ed il suo lavoro è fortemente intriso di femminilità. Le dobbiamo molto, in un certo senso le dobbiamo molto tutti quanti, perché Emilia Hazelip ha saputo interpretare il lavoro di Masanobu Fukuoka, rendendolo più adattabile ai nostri climi.

Fermi tutti! Di cosa stiamo parlando?

E’ necessario un passo indietro. L’uomo ara il terreno e ne trae sostentamento, è sempre stato così. Poi ad un certo punto, complici anche alcuni incidenti di percorso, ci si è cominciati ad interrogare sulla necessità di rivoltare la terra… sarà davvero necessario?

Secondo alcuni, tra cui appunto Fukuoka, l’aratura non è necessaria. Anzi, per dirla tutta non sarebbe necessario nemmeno concimare, usare pesticidi… si tratta di agricoltura biologica? sì, ma non solo. Si tratta dell’agricoltura del “non fare”: attenzione però, non si tratta di “non fare nulla”, ma di smettere di fare le cose sbagliate.

Gli esperimenti di Masanobu Fukuoka, un uomo di scienza giapponese, sono stati tentati anche altrove, al di fuori della sua terra natìa, ma non sempre con risultati eclatanti. Spesso infatti l’adozione di tenciche pensate ed ideate su terra giapponese hanno comportato degli insuccessi.

Qui entra in scena Emilia Hazelip.

Se vi parliamo di “agricoltura sinergica”, di certo non siamo i primi. Ma che cosa significa?

Nella visione di Emilia Hazelip, che trae i suoi principi anche dalle teorie sull’esistenza del culto della Madre Terra, l’agricoltura così come viene praticata “normalmente” è un pericolo per il pianeta. Il rigirare il terreno provocherebbe infatti il suo inaridimento, con conseguenze davvero nefaste.

Cosa fare allora, o meglio cosa non fare?

L’agricoltura sinergica prevede la costruzione di bancali, cioè  di aiuole rialzate, larghe 120cm ed intervallate a passaggi larghi 50cm. Dopo la loro costruzione le aiuole non saranno più toccate con la vanga e la loro fertilità sarà assicurata dalla natura stessa: gli interventi umani saranno limitati, consistendo in gran parte solo nella pacciamatura (coprire il terreno con materiale biodegradabile come paglia, carta, foglie, in modo da proteggerlo e mantenerne l’umidità) e nell’innaffiamento (che però, come ben sapete, si può automatizzare).

In molti stanno provando a coltivare in questo modo, favorendo la creazione di tanti piccoli “sottobosco urbani”… ci avete provato anche voi?

La sinergia alla base di questa logica prevede che le piante siano “associate” in modo da proteggersi a vicenda dai parassiti troppo invadenti e favorire la propria crescita.

Tutto molto affascinante! Un nuovo modo di intendere la parola “biologico”…

Esplorate! …magari proprio partendo da Wikipedia… c’è un mondo di conoscenza a portata di clic…

😉

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: