Articoli con tag ‘padova’

Vi tremano le mani?

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Vi tremano le mani in modo serio? potrebbe trattarsi di quello che viene definito “tremore essenziale”, un disturbo che riguarda un adulto oltre i quarant’anni su 25. Fate un giro dal medico in caso, ok?

Nell’articolo che oggi vi proponiamo, si parla esplicitamente di tremore essenziale, indagandone per bene quelle che secondo diversi studi scientifici sembrano essere le sue cause.

In particolare, ci si sofferma sul pericoloso harmane, una potente neurotossina. L’esposizione all’harmane provoca tremore e l’interruzione dell’esposizione porta alla scomparsa del tremore stesso. 

L’esposizione a questa tossina si ottiene attraverso la carne cotta: manzo, maiale, pesce e, soprattutto, il pollo.

La stessa tossina si trova in alcune piante, come il tabacco, anche se in misura decisamente inferiore, e nel caffé, ma non sembra ci si debba preoccupare troppo nemmeno in questo caso.

Insomma, studio dopo studio, stiamo lentamente arrivando alla consapevolezza che dopotutto l’uomo non sembra essere così “carnivoro” come alcuni sostengono… 

🙂

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Vivere di più, senza dieta.

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Oggi parliamo di qualcosa che normalmente non si conosce, a meno che non siate dei nutrizionisti davvero esperti. Parliamo infatti di metionina, un amminoacido piuttosto particolare.

Si trova principalmente nelle uova, nei formaggi, nel pesce, in alcuni semi (anche se, va detto, è difficile mangiare un etto di semi di sesamo… quindi immaginiamo che il problema non si ponga o quasi). 

Ecco la notizia: è stato scientificamente osservato che una riduzione della metionina, senza ridurre il totale delle calorie introdotte, ha portato ad un allungamento della vita media.

In pratica significa che non occorre mettersi a dieta (magno cum gaudio), ma semplicemente operare una oculata correzione, eliminando o riducendo molto alcuni cibi nemici della longevità.

Le diete vegane possono essere aggiustate in modo da fornire bassissimi livelli di metionina. Cosa che vi invitiamo certamente a sperimentare, proprio perché alla base ci sono studi scientifici piuttosto affidabili, pubblicati su Elsevier – Science Direct.

Qui trovate l’articolo che discute nel dettaglio la cosa, si tratta di un video in inglese (la bibliografia scientifica è raggiungibile con il tasto a forma di libro, dove c’è scritto “Sources Cited”).

http://nutritionfacts.org/video/methionine-restriction-as-a-life-extension-strategy/

In pratica, le proteine derivate dai vegetali tendono ad avere livelli di metionina inferiori rispetto alle proteine animali. 

Ad ogni modo tenete a mente che la fonte principale di metionina sono le UOVA. 

Ovviamente le uova sono da evitare (ma volevamo scrivere ELIMINARE, è che siamo moderati) anche per altri motivi (pulcini maschi uccisi barbaramente, galline che vivono in condizioni orribili, residui di farmaci nelle uova stesse, contaminazioni da salmonella…).

Beh, d’altra parte si tratta dell’ovulo non fecondato di un’altra specie… perché dovremmo mai cibarcene??? esistono molte alternative culinarie, superiamo questa eredità culturale, ci guadagneremo in salute e magari potremo anche sorridere, piangere, abbracciarci e… tutto il resto, per qualche anno in più. 

E non dite che non ve l’avevamo detto!

😉

Carne cancerogena?

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Certo, adesso che lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è tutto vero, prima invece eravamo quattro persone con problemi mentali che urlavano cose senza senso! 

Ora invece, visto che l’OMS dice che la carne lavorata è cancerogena allo stesso livello del fumo di sigaretta e che quella non lavorata è comunque stata classificata immediatamente sotto la prima posizione, sembra che sia arrivato un tornado.

Consumi giù del 20%, titola questo articolo di Repubblica: la ministra Lorenzin si affretta a dire che le mamme possono stare tranquille, che la “fettina” che mettono nel piatto ai propri figli è sanissima. Rispettosamente, avanziamo qualche dubbio.

Andiamo a conoscere la fonte della “rassicurazione”: la ministra Lorenzin, come titolo di studio, può offrirci la sua maturità classica, si comprenderà che non ci sentiamo per nulla rassicurati.

Vogliamo quindi immaginare, benevolmente, che per supportare una tale decisa posizione, essendo lei totalmente incompetente (per mancanza oggettiva di titoli) in materia, abbia deciso di farsi supportare da medici e nutrizionisti. Quali? non lo sappiamo, non li ha citati. 

Quindi di chi fidarsi? di una persona che non conosciamo, di cui non conosciamo il percorso formativo e professionale e nemmeno su cosa basi esattamente le sue affermazioni… o dell’OMS? Scegliamo l’OMS, ad occhi chiusi. Ovviamente diamo per scontata, siccome siamo molto gentili, la buona fede della Lorenzin.

Quindi no, non possiamo accettare che un ministro ci dica che va tutto bene come prima, soprattutto quando non andava bene nemmeno prima: bastava andare a leggersi qualche (centinaia) di studi scientifici, che sono disponibili online, pubblicamente (la maggior parte, gli altri a pagamento) consultabili. 

Solo che a chi la produce (la carne) non faceva certo comodo, ma a chi avrebbe dovuto far comodo (la gente, i “consumatori”) queste cose non interessavano. Già, non interessa a nessuno la salute, fino a che non la si perde e la si perde così tanto da non poterla nemmeno ricordare, da non sapere più nemmeno cosa sia stata. 

Ma, in fondo, cosa sarà mai? Non abbiamo tutti una nonna che fumava due pacchetti di sigarette al giorno, beveva un litro di vino e dopo un mezzo salame non poteva finire la serata che con un bicchierino di whisky invecchiato quasi quanto lei? certo! e quanto è vissuta? almeno 105 anni!

E’ scienza? no, non lo è. L’OMS non calcola solo quella nonna, ma anche tante altre persone ed, in media, si è scoperto che le sigarette fanno venire il cancro ai polmoni mentre l’alcol si occupa di esporci a tutta una serie di altre dolorose patologie. 

Da oggi l’OMS ha detto che in media la carne rossa lavorata ed in misura minore la carne rossa in genere, ci espongono ad una nutrita serie di neoplasie: ora questo dato non si potrà più ignorare. Non è una Cassandra animalista/vegana/fanatica ma è la scienza, quella ufficiale, a dirvelo. 

Siamo felici, felicissimi, di avervelo detto prima dell’OMS.

Siamo meno felici di constatare che per smettere di uccidere sia necessaria la minaccia della possibilità della propria morte anticipata. Come se non si dovesse far del male per la sola paura della galera. Dov’è l’etica, cari amici? dov’è l’amore di cui tanto ci si riempie la bocca? Finisce alle porte dei macelli, dove tutto è consentito? un lamento che non udiamo, una morte di cui non siamo testimoni ma mandanti e per la quale non saremo mai condannati, cessa forse di essere un crimine?

Adesso avete un motivo in più per chiedere ai vostri cari di accompagnarvi mentre venite a fare la spesa da noi: proteggerli. 

E per una volta non ve lo dice Bioenergy, ve lo dice l’OMS.

Digiuno!!!

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Oggi, invece di parlare di cibo, parliamo di digiuno!

C’è da dire che si fa un gran parlare di digiuno in questo periodo. No, non stiamo producendo un seducente inno all’anoressia, tutt’altro! Qui si parla di digiuno terapeutico: cioè noi vogliamo mangiare, in buona quantità e con grande piacere, ma a volte sembra opportuno astenersi dal cibo.

Come mai? esattamente ancora non lo si sa, però esistono molti studi che parlano di una riduzione degli stati infiammatori, di un miglioramento di alcune patologie… insomma comunque sia è bene tenersi informati e… noi siamo qui apposta per tenervi informati!

Questo articolo parla appunto di una recentissima scoperta: durante il digiuno (breve! non occorre stramazzare al suolo!) il corpo produrrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo quando siamo in fase un po’ preliminare, ma si tratta pur sempre di Yale…) delle sostanze in grado di interferire con il sistema che conduce all’infiammazione stessa.

Onestamente non ci sentiamo di consigliare a nessuno di tentare la strada del digiuno, per lo meno non ancora, per provare a migliorare la propria condizione fisica, ma è bene notare che questa opzione sta diventando qualcosa di più di un insano vociferare…

Staremo a vedere! intanto approfittate di queste belle giornate per andare a fare tante passeggiate sui prati 🙂

Recensione: la Buddineria di Torreglia!

La Buddineria

La Buddineria

Questa sera siamo stati per voi a Torreglia, una cittadina ai piedi dei Colli Euganei. La ragione è presto detta: Torreglia è famosa (anche) per un locale che ormai da molti anni si è affermato come il punto di riferimento per gli amanti del budino.

Stiamo ovviamente parlando della Buddineria (proprio con due “b”) di Piazza Capitello 4, dove non si mangia solo il budino ma anche il gelato!

Perché ha attirato la nostra attenzione?

Il proprietario è attento, attentissimo alle esigenze delle persone con problemi di intolleranze ma anche e soprattutto alle esigenze dei vegan, che il latte e le uova scelgono di non mangiarli per etica più che per problemi di salute.

Si può fare un gelato senza latte e uova? ed il budino senza latte come viene?

Si può fare tutto! e sia chiaro che non si fa nessuna (e ripetiamo: nessuno!) concessione alla qualità organolettica del prodotto finale.

I menu sono appena stati rifatti, con fotografie chiare dei prodotti e le sezioni sono ben divise, per intolleranze e per vegani: una scelta che comincia ad essere piacevolmente variata e che ci permette di assaggiare budini con cioccolato e riso soffiato, bianco al latte di riso e con frutta fresca… ma stasera ci siamo dati al budino affogato nella cioccolata calda (che si può tranquillamente ordinare anche da sola), vegan pure questa! da provare assolutamente…

E per il gelato non scordatevi di assaggiare le creme ed i gusti alla frutta (entrambi vegan), senza dimenticare che a volte il proprietario si diverte (davvero) a preparare gusti “esotici” come il gelato alla zucca e quello alla castagna… possiamo considerarli in edizione limitata! passateci spesso e ne vedrete delle belle!

Che dire? se passate dalle parti di Torreglia o se in questi giorni state visitando Abano Celtica, allora andate a fare un giro alla Buddineria: capirete perché si tratta di una eccellenza del nostro territorio… ne resterete soddisfatti 🙂

Recensione: ristorante il Dodo – Le Flamboyant!

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Durante queste feste abbiamo mangiato per voi in un altro ristorante (un ennesimo sacrificio per la vostra cultura culinaria!) che, se pur non vegetariano/vegano, offre comunque un’ampia scelta riservata a chi ha deciso di optare per una tavola cruelty-free.

La cosa bella del Dodo è che si tratta di un self service: le portate sono già pronte ed allineate e basta entrare, togliersi la giacca e mangiare! E’ una bella soddisfazione, credeteci: avete presente quando avete una fame che neanche dopo una guerra ed al ristorante aspettate tre quarti d’ora per vedervi portare gli antipasti? scordatevelo! qui si entra, ci si siede, si mangia. Certe volte è proprio una benedizione…

Il prezzo è fisso, si usa la formula “all you can eat”, cioè mangiate tutto quello che volete, nelle quantità che desiderate… sembra un sogno ma la realtà è proprio questa! con i circa (se non ricordiamo male) 17 euro di “ticket” di ingresso (bevande escluse) potete trangugiare tutto quello che vi va, senza alcuna vergogna.

Tra le pietanze propriamente vegan vi segnaliamo il riso bianco da accompagnare ai fagioli od alle lenticchie, le molte verdure fresche, i fritti (anche se non abbiamo indagato sulla presenza di derivati d’uovo nella pastella), le patate al forno e le molte verdure cotte. Abbiamo intravisto anche uno spezzatino di seitan… Gli ingredienti ci sono sembrati nel complesso di buona qualità e cucinati con attenzione.

Vi raccomandiamo sempre di chiedere se il piatto che avete davanti è vegan, a scanso di equivoci: il personale sarà disponibilissimo e gentile nel fugare ogni vostro dubbio.Il menu è soggetto a costante variazione, anche se non è soggetto a rivoluzioni e quindi una cosa trovata il tal giorno magari non sarà presente il giorno successivo.

Menzione particolare la merita la pizza (sì, potete mangiare pure quella, insieme a tutto il resto..): il pizzaiolo è bravo, la pasta è ottima. Non uscite di lì senza aver provato la schiacciata!!!

La cucina non è di livello eccelso, nel senso che non siamo in un ristorante di pregio assoluto, ma… si mangia bene (e tanto)! il prezzo è onesto e c’è una buona atmosfera complessiva. Vi invitiamo a provare il Dodo e magari poi a raccontarci com’è andata.

Il Dodo le Flamboyant lo trovate a Padova, in zona Guizza, in via Guizza Conselvana n. 258 ed è un locale che può vantare ben quattro stelle su TripAdvisor… che dire di più? 🙂

Hai bisogno di ferro!

Vintage

Quante volte abbiamo sentito cose come “mangia la carne che è ricca di ferro” oppure “sei una donna giovane, con il ciclo hai bisogno di ferro, ti serve carne” in tutte le possibili varianti? Maschi o femmine che siate, non potete non aver avuto almeno un incontro (ma saranno certamente molti di più) con questo genere di saggezza popolare.

Siamo andati a cercare per bene ed abbiamo trovato un intervento che riteniamo chiarificatore. La dottoressa Luciana Baroni ci dimostra come, anche per ottenere il ferro che ci serve per vivere, possiamo tranquillamente risparmiare sofferenza agli altri abitanti del pianeta terra.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo ovviamente al sitohttp://www.scienzavegetariana.it

Il video è tratto invece dal canale YouTube di AgireOra.

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