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Radiografie: quanto fanno male?

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E’ ormai una prassi. Si entra dal dentista o si va a fare una visita, anche per semplice scopo preventivo e ci viene richiesto di fare una radiografia. Un esame che può avere un nome complesso, come l’ortopantomografia che eseguiremo nello studio di un odontoiatra o molto semplice, come un Rx-Torace, che eseguiremo invece in un poliambulatorio.

Si tratta di qualcosa che spesso, spessissimo prendiamo con leggerezza. Il motivo principale? si tratta di una indagine assolutamente non invasiva, che si fa in un istante e che è ancora abbastanza apprezzata per il suo contributo diagnostico.

Vogliamo indagare in modo più accurato e quindi con una maggiore precisione? ecco allora che ci viene proposta la TAC, cioè la tomografia assiale computerizzata. 

L’esecuzione di TAC e radiografie comporta un certo assorbimento di radiazioni ionizzanti ed è strano che in Italia non si parli mai dei rischi connessi a questi esami. Per voi abbiamo ricercato in tal senso e qui potete trovare (come quasi sempre purtroppo in inglese) un articolo che abbiamo ritenuto molto interessante e di cui, nelle prossime righe, vi faremo un breve resoconto.

Lo studio, iniziando dalla radiografie che si fanno dal dentista, indica come le persone che, nell’arco della loro vita, abbiano avuto almeno una radiografia dentale, siano soggette ad un raddoppio delle possibilità di avere un cancro al cervello, possiblità che si devono addirittura moltiplicare per cinque se la radiografia è stata eseguita prima dei dieci anni di età.

Di certo non è rassicurante. La TAC presenta invece un rischio terribilmente più alto, si parla di un assorbimento di radiazioni pari a circa 400 radiografie comuni. 

Che cosa vi vogliamo comunicare mostrandovi queste cifre? di non effettuare più alcuna radiografia? Sicuramente no. Si tratta di esami utilissimi, a volte assolutamente irrinunciabili. Esiste certamente un rischio associato, ma a volte di correrlo vale certamente la pena.

Però fatele solo se necessario. Dall’articolo risulta che una pratica medica consolidata (almeno negli USA) sia quella di fare eseguire TAC o radiografie in modo routinario, una volta o due l’anno, a scopo di prevenzione. 

Ci sentiamo, alla luce di quanto evidenziato, di sconsigliarvi questa pratica, che si rivela essere quasi un inseguire le cause del problema che, attraverso la prevenzione, si vorrebbe scongiurare.

Meglio insomma fare questi esami solo quando si presenti una concreta necessità.

 Buon fine settimana!

🙂

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